La certificazione biologica

Partendo dalla convinzione che la qualità di un vino si determina in vigna, la famiglia Speri ha lavorato negli anni per conservare e promuovere la fertilità della terra, coltivando solo cloni autoctoni e preservando anche le varietà storiche a rischio di estinzione, nel rispetto della biodiversità del territorio. La lunga esperienza di viticoltori e la continua ricerca verso la qualità ci hanno portati ad una viticoltura particolarmente attenta alla tradizione e all’ambiente.
Il sistema di allevamento a “pergoletta inclinata aperta” esprime al meglio le varietà autoctone e favorisce un’ottimale esposizione al sole, soprattutto in zona collinare.
Per ridurre le rese nel vigneto pratichiamo l’inerbimento e non usiamo concimazioni. Inoltre effettuiamo regolarmente operazioni di estirpo, potatura e diradamento.
L’uva viene raccolta a mano e selezionata accuratamente da mani esperte. Nei vigneti in collina l’azienda ha scelto, a salvaguardia dello stesso, di mantenere gli storici muretti a secco, le cosiddette “marogne”, anziché ricorrere agli sbancamenti. Da anni l'azienda applica inoltre i dettami dell'agricoltura sostenibile e, a partire dalla vendemmia 2015, dopo la fase di conversione, ottiene la certificazione biologica.
L’intento è quello di favorire al massimo l’equilibrio naturale dell’agro-ecosistema, implementando pratiche che fondono conoscenze di ecologia, fisiologia vegetale, biochimica ed etologia degli insetti.
Ne sono esempi l’inerbimento permanente dell’intera superficie che assicura la presenza della sostanza organica, il compostaggio dei residui di potatura e vinificazione che restituisce all’ambiente parte dei suoi prodotti, o ancora il controllo del principale insetto della vite, la tignoletta, tramite la moderna tecnica della confusione sessuale.